«Più controlli per il web in azienda»
La navigazione on-line sul posto di lavoro è sempre più blindata: cresce nelle aziende di tutta Europa il controllo sull'uso del web da parte dei propri dipendenti. Per aumentarne la produttività, tagliare drasticamente il tempo dedicato a utilizzare Internet per scopi diversi dall'attività lavorativa, ma anche per evitare eventuali guai giudiziari o cause che possono derivare dall'uso improprio della Rete. Soprattutto quando si tratta di accesso a materiale pornografico, verso il quale si concentrano la maggior parte degli sforzi di censura. Due aziende su tre, secondo un'indagine effettuata da Datamonitor tra 200 delle maggiori imprese europee, controllano l'impiego del web dei dipendenti in ufficio: il 40% dichiara di effettuare questo monitoraggio in maniera regolare, praticamente tutti i giorni e in ogni momento della giornata, mentre il 23% solo in modo occasionale. Ma al di là delle verifiche su contenuti e siti consultati, dalla ricerca emerge che il 41 % delle grandi imprese non applica alcuna restrizione preventiva all'uso di Internet, mentre il 59% fa ricorso a qualche tipo di limitazione o barriera. «Delle semplici regole scritte di politica aziendale in molti casi non bastano» fanno notare gli esperti di Datamonitor, «mentre il controllo da parte dei tecnici richiede troppo tempo. La soluzione migliore è l'installazione di appositi software di filtro automatico». S.C. |